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Azimut Marketplace l'Amazzon dei servizi per le PMI : è una piattaforma che raccoglie servizi per le imprese.
Infrastrutture Azimut Libera Impresa contribuisce attivamente allo sviluppo sostenibile arricchisce il tessuto sociale ed economico.
I venti di guerra stanno facendo tremare i mercati .Il vero rischio i queste situazioni fermarsi e smettere di guardare lontano .Questo accade perchè vengono minate le nostre certezze la convinzione di perdere il controllo . La storia insegna che una corretta pianificazione finanziaria aiuta a navigare in un mondo economico instabile . L'aderenza al proprio profilo di rischio , la costruzione del portafoglio rispettando il coretto orizzonte temporale , sono elementi imprescindibili per fare la differenza in termini consulenziali .
ATTENZIONE !!!
Non buttate lo scontrino del bancomat. Lo usano per truffarvi
È una truffa che fino a qualche anno fa era complicata da mettere in piedi, mentre oggi con l'Intelligenza Artificiale è diventata molto più semplice. Seguitemi fino alla fine perché vi spiego come succede e perché oggi funziona così bene.
Noi andiamo al bancomat, preleviamo e chiediamo lo scontrino perché ci dà una sensazione di sicurezza, lo guardiamo un secondo per controllare importo e operazione, poi lo pieghiamo, lo infiliamo in tasca, lo appoggiamo nel portafoglio, lo lasciamo nel cestino accanto allo sportello, lo perdiamo per strada.
E lì succede qualcosa che quasi nessuno considera: quello scontrino è un pezzo di profilo. Dentro ci sono dettagli utili a chi vuole costruire una storia credibile su di noi. Il nome della banca, la data e l'ora, l'importo, a volte anche il saldo, e quasi sempre qualche cifra finale mascherata della carta o del conto.
Oggi con l'AI riescono a mettere insieme dati che noi non immaginiamo, perché non lavorano più a intuito ma per incroci. Prendono un dato vero e lo usano come gancio, poi cercano il resto dove capita: un numero lasciato in un annuncio, un profilo social con nome e città, una vecchia rubrica sincronizzata, un database rubato finito online, una mail che circola da anni. A loro basta arrivare a un contatto, perché la truffa si fa a voce. E la voce, quando suona sicura e cita dettagli veri, abbassa le difese.
Prendono lo scontrino, sanno di che banca sei cliente, sanno l'ora in cui hai fatto l'operazione, sanno con quali cifre finisce la carta, incrociano tutto con sistemi di ricerca automatica che pescano nei database rubati, trovano il nostro numero di telefono e ci chiamano. "La chiamo dalla sua banca", "vedo un'operazione a quest'ora", "la sua carta finisce con queste cifre".
Noi sentiamo informazioni corrette e iniziamo a collaborare. Confermiamo, aggiungiamo pezzi senza accorgercene, e dall'altra parte guidano la conversazione verso quello che serve davvero. Arrivano le richieste pratiche: leggere un codice arrivato via SMS, approvare una notifica nell'app per "bloccare" un'operazione, aggiornare un dato "per sicurezza".
In quel momento li stiamo autorizzando noi. I sistemi eseguono ciò che viene autorizzato. L'autorizzazione la diamo noi, convinti di stare risolvendo un problema.
Lo scontrino del bancomat va trattato come un dato bancario. Se non serve, meglio non stamparlo. Se arriva una chiamata che dice di essere della banca, si chiude e si richiama il numero ufficiale preso dall'app o dal retro della carta.
Il confine tra finanza tradizionale e patrimonio digitale
Una casa non si compra più soltanto con il risparmio tradizionale.
Negli Stati Uniti, Fannie Mae ha aperto per la prima volta ai mutui garantiti da criptovalute, grazie a una partnership tra Better Home & Finance e Coinbase.
Il meccanismo è semplice ma rivoluzionario: chi possiede Bitcoin o USDC può utilizzarli come garanzia per finanziare l’anticipo della casa, senza doverli vendere.
In pratica, vengono attivati due prestiti:
• un mutuo tradizionale per l’acquisto dell’immobile
• un secondo finanziamento garantito dagli asset digitali
Per molti giovani, che spesso possiedono criptovalute ma non hanno sufficiente liquidità disponibile, questo può rappresentare una nuova porta d’ingresso alla casa.
Il vantaggio emotivo è evidente: non dover rinunciare ai propri asset nel momento in cui si realizza un progetto di vita così importante.
Ma c’è anche un elemento di attenzione: il costo complessivo aumenta, perché gli interessi vengono pagati su due finanziamenti distinti.
Siamo davanti a un segnale molto forte: il confine tra finanza tradizionale e patrimonio digitale sta diventando sempre più sottile.
E ciò che fino a ieri sembrava impensabile, oggi entra nel mercato immobiliare.
Tu cosa ne pensi?
Le criptovalute possono davvero diventare una chiave per accedere alla prima casa?
Fonti: Reuters, CNBC, AP News. (Reuters)